La Oikos, società che gestisce la discarica di contrada Tiritì che ricade tra Motta Sant’Anastasia e Misterbianco, con una nota è intervenuta sul sequestro dell’impianto da parte della Guardia di finanza, disposto dalla Procura della Repubblica.
“Con riferimento alle notizie apparse sui canali di informazione relative al ‘Decreto di sequestro preventivo urgente’ – si legge nella nota – la Oikos precisa che sono già in corso anche i minuziosi adempimenti contenuti nel provvedimento del giudice che – va precisato – non ha ritenuto di sospendere l’attività della discarica”.
“La società – premesso che la discarica Tiritì – il cui funzionamento sarebbe comunque cessato il 18 aprile 2013 come già dichiarato nel corso del sopralluogo del 28 marzo – è una delle strutturalmente più congegnate e funzionalmente tra le migliori d’Europa, fornirà alle autorità inquirenti tutti gli elementi necessari per dimostrare come tali valutazioni siano fondate su equivoci e situazioni diverse da quelle ipotizzate. Assicura gli utenti e le collettività interessate di proseguire la sua attività in linea con le scrupolose prescrizioni che le perverranno”.
Negli ultimi anni, l’impianto di Tiritì, è stato al centro di un ampio dibattito tra le varie forze politiche e i comitati ‘No Discarica’. L’impianto è realizzato in territorio di Motta Sant’Anastasia, ma a 300 metri dal centro abitato di Misterbianco. Secondo i comitati “No discarica”, Tirití andrebbe non ampliata, ma chiusa perché in una posizione troppo vicina alle abitazioni dei due paesi, soffocati dal cattivo odore proveniente dall’impianto. Anche all’Ars, dopo l’audizione in commissione Ambiente, è stata presentata una mozione per impegnare il governo regionale alla revoca del decreto di autorizzazione all’ampliamento del sito.
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06/04/2013



























