La Regione vince contro la Oikos Ma la discarica rimane aperta

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Discarica MisterbiancoMOTTA SANT'ANASTASIA – Segna un punto la Regione nella partita che la vede contrapposta alla Oikos, la società titolare della discarica di Valanghe d’Inverno. Di poche ore è la pubblicazione dell’ordinanza emessa dal Consiglio di Giustizia amministrativa che in via definitiva ha accolto il ricorso presentato dalla Regione siciliana contro la sospensione dell’efficacia del provvedimento regionale 4/rif, varato nel giugno scorso. Quest’ultimo era l’atto dirigenziale (impugnato dalla società) che escludeva la Oikos dal circuito degli impianti utilizzati in Sicilia per lo smaltimento dei rifiuti.

In buona sostanza, il Cga ha ribaltato la decisione con cui il Tar il 21 luglio scorso aveva invece dato ragione alla Oikos, la quale si era opposta all’ordinanza 4/rif (emessa dall’dipartimento Acqua e rifiuti della Regione) reclamando il proprio reinserimento nel sistema siciliano della raccolta rifiuti.

Il 23 agosto scorso il Cga aveva già parzialmente accolto l’istanza cautelare avanzata dalla Regione fissando per il 13 settembre la Camera di Consiglio, circostanza nella quale i giudici amministrativi hanno ora rilevato “come la sospensione disposta dal giudice di primo grado - di un (intero) atto di programmazione generale, in condizioni notoriamente emergenziali - determini effetti oltre modo ampi ed esiti non prevedibili, in primo luogo per la salute”. In buona sostanza, i giudici accolgono il ricorso presentato dalla Regione al fine principalmente di evitare l’insorgere di conseguenze igienico sanitarie, riconoscendo tuttavia alla Oikos il diritto di perseguire “come bene della vita - scrivono i giudici - il proprio reinserimento nel sistema siciliano della raccolta dei rifiuti”. Il Cga sottolinea che la società con a capo Domenico Proto “è legittimata a contestare gli atti impugnati, quantunque (ed, anzi, proprio nella misura in cui) in essi non sia menzionata”.

Ma adesso non è affatto chiaro cosa accadrà. Sebbene infatti la Regione tramite la 5/rif abbia fatto chiudere i cancelli alla Oikos, pochi giorni dopo è la stessa Regione ad emettere un’altra ordinanza, la 7/rif, che ha disposto il conferimento nella discarica di Motta Sant’Anastasia di 100 tonnellate al giorno di rifiuti provenienti dal ragusano. Una contraddizione che non è affatto sfuggita ai giudici amministrativi che evidenziano il “procedere non sempre lineare dell’azione amministrativa posta in essere dall’amministrazione regionale nella materia in esame, attraverso un numero crescente di provvedimenti emergenziali”. Una gestione, dunque, definita poco lineare del sistema di smaltimento rifiuti e a fronte della quale i giudici ribadiscono “l’impregiudicata esigenza di verificare, nella sede del merito davanti al Tar, la posizione specifica della Oikos, accertando la fondatezza o meno delle sue pretese - impugnatorie e risarcitorie”. Il Cga sembra dunque lasciare uno spiraglio alla Oikos in relazione agli altri procedimenti giudiziari già avviati.

Il commento di Rocco Mauro Todero, legale della società Oikos: "Siamo soddisfatti del pronunciamento del Consiglio di Giustizia Amministrativa che ha riconosciuto il diritto della OIKOS s.p.a. di chiedere conto e ragione alla Regione siciliana delle motivazioni che l’hanno inopinatamente determinata ad escludere l’impresa dal sistema dei rifiuti siciliano avvantaggiando diretti concorrenti. Non può di certo passare inosservato il richiamo che il Giudice d’Appello ha fatto alla condotta contraddittoria e non lineare della Regione affinché il Giudice di primo grado, al quale il giudizio è stato rinviato, valuti, proprio in ragione di tale condotta, il buon diritto della OIKOS s.p.a. al risarcimento del danno che è già stato stimato in contraddittorio nella misura di euro 5 milioni ogni sei mesi.Desta sconcerto rilevare come, in assenza di qualsivoglia contro indicazione di ordine sanitario, la Regione (spalleggiata dal Comune di Misterbianco) preferisca assumersi il rischio di un contenzioso che quasi certamente la porterà a sborsare decine di milioni di euro invece di inserire la OIKOS nel sistema dei rifiuti siciliano come è sempre puntualmente avvenuto dal 2014 in poi e come è stato riconosciuto dallo stesso CGA. Con troppa leggerezza si imbastiscono giochi politici con il denaro del contribuente siciliano. Riflettano, quanti ritengono di potere cantare vittoria, sulla reale portata della decisione del Giudice d’Appello e sulle conseguenze di ordine patrimoniale cui espongono i cittadini siciliani e loro stessi in prima persona", conclude.

Erika Intrisano
catania.livesicilia.it
15/09/2017

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