La questione "periferia di Misterbianco e le infiltrazioni mafiose"

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NoMafiaLa relazione del Prefetto sulle infiltrazioni mafiose nell'amministrazione Comunale di Misterbianco, indica, implicitamente, il quartiere di Lineri come una sorte di fortino ad uso della mafia. Una zona franca, creata, per non disturbare i “manovali” dei capi bastone.

La complessiva cattiva gestione della cosa pubblica e del mancato controllo del territorio, secondo il prefetto, a consentito un significativo intreccio amministrativo, gestita tra dipendenti, politici e criminali. Per il prefetto, il comune non ha contrastato efficacemente l'invadenza di gruppi criminali mafiosi, negli anni che vanno dal 2012 al 2018. Intreccio condito anche da un consenso elettorale ad uso per il conseguimento di maggioranze consiliari. Non solo in questa amministrazione ma, anche in quelle passate, di segno politico diverso.

Il mancato controllo dei quartieri periferici di Misterbianco ed in particolare di Lineri, hanno consentito di diventate terra da “pascolo politico” è compromessa dal controllo “coatto” del voto da parte di interessi illegali. Un fenomeno mai volutamente attenzionato dagli organi preposti. Si aggiunga, inoltre, che il livello culturale di alcune aree, va di pari passo con il peso del consenso elettorale e politico.

Se la società civile non capisce il tragico meccanismo cui si è sottoposti, con cui i quartieri sono costretti a vivere, saremo sempre considerati “gente di periferia” e complici volontari e involontari di questo sistema. Il mondo della cultura, le Istituzioni, la sana politica, sono chiamate a rispondere di questi colpevoli ritardi, altrimenti le mafie continueranno ad erigere sempre più fortini, sempre più inespugnabili. Ed inoltre, occorre che in questo tragico momento del nostro comune, colpito da infiltrazioni mafiose, la legalità venga testimoniata dalla società civile, di tutta la società.

Fichera Vito

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