La puzza dalle discariche invade il centro: "Non ne possiamo più!"

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MisterbiancoSarebbe una monotona “telenovela” se non fosse una questione seria. Ancora una volta, ieri mattina, complice il vento sfavorevole, fetori insopportabili di spazzatura (innegabili e senza alcun dubbio sulla fonte) hanno invaso il centro storico di Misterbianco, nauseando i cittadini e costringendo molti a chiudere balconi e finestre.

Sono già sei le denunce presentate finora dal sindaco Di Guardo, tramite la locale Tenenza dei Carabinieri, alla Procura della Repubblica, e non si sa se e quante ne seguiranno, a parte le altre segnalazioni anche dai Comitati No discarica con il loro “diario della puzza” alimentato ogni giorno sui social. Ma ad oggi nulla cambia. La città e l’area fino alla vicina Motta S. Anastasia sono sistematicamente invase dai miasmi provenienti dalle splendide colline dei Sieli mortificate dai megaimpianti di smaltimento della spazzatura proveniente da varie parti dell’isola.

Dopo le assicurazioni date a giugno scorso dal dirigente del Dipartimento Rifiuti della Regione Maurizio Pirillo, sono arrivate quelle recenti del Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti ai sindaci di Misterbianco e Motta: a Valanghe d’Inverno sarà scaricata solo la frazione secca dei rifiuti, non più l’umido in piena fermentazione; e presto dovrebbe essere avviata la necessaria bonifica della preesistente discarica di Tiritì, che i biogas e i fetori continua a produrli; ed i rifiuti eccedenti dovrebbero essere trasferiti all’estero, finchè la provincia e la Sicilia non sapranno fare una decente “raccolta differenziata” che riduca i conferimenti in discarica. Impegni realizzabili, che se mantenuti dovrebbero alleviare i disagi causati dalle vicinissime discariche, in parte testimoniati dalle rilevazioni dell’Agenzia Arpa.

«Scrivetelo sul giornale che qui siamo invasi dalla puzza e da quant’altro siamo costretti a respirare, e che non ne possiamo più», ci diceva ieri mattina la gente esasperata ad ogni angolo di strada del centro: dall’edicolante al Patronato, dall’Agenzia di viaggi all’autoscuola, dalla farmacia al bar, al fruttivendolo, al chiosco, al gioielliere, al rivenditore di generi alimentari, a vari passanti, nelle centralissime vie Garibaldi Matteotti Gramsci e San Nicolò. «E’ una sofferenza, una continua mortificazione, una vergogna. Dovremmo scappare in massa e trasferirci altrove?» è il coro unanime di esercenti e privati cittadini. Sì, lo scriviamo, per quel che può servire, nella speranza che chi ha da provvedere presto provveda; mentre invece certe manovre legali e burocratiche in corso fanno purtroppo temere tutti i presupposti perché l’ecomostro a due passi possa anche essere autorizzato ad operare ancora a lungo.

Roberto Fatuzzo
La Sicilia
03/11/2016

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