La mafia c'è ma non si vede

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MafiaAgli inizi degli anni '90 quando il comune venne sciolto per mafia, come adesso, la popolazione avvertiva lampantermente la presenza mafiosa sul territorio, anche a seguito degli eclatanti omicidi di Paolo Arena e Mario Nicotra (Tuppu).

Oggi sembra quasi che la mafia sia una invenzione della commissione d’indagine. Ma non è così. La mafia ha cambiato aspetto: la mafia dei killers sanguinari, si è tramutata nella mafia dai colletti bianchi.

Vorrei ricordare anche che, nel ’91 il nostro comune fu sciolto grazie alla tenacia di Nino Di Guardo, alle sue denunce alla magistratura alle sue rivelazioni a “La Repubblica” e alla trasmissione televisiva “Samarcanda”. Lo stesso Nino Di Guardo fu punto di riferimento per il riscatto della società civile misterbianchese e al suo fianco si schierò persino la Chiesa Cattolica.

Oggi, il prefetto Sammartino parla dell’“esistenza di un contesto di relazioni, vicinanza o contiguità, realizzati mediante collegamenti diretti o indiretti, con la criminalità organizzata sia da parte di alcuni amministratori che da parte di dipendenti” (pag. 43 della relazione del prefetto Sammartino al Ministro dell’Interno).

Che cos’è successo in questi 25 anni circa? Nino Di Guardo è, nel frattempo, diventato mafioso?

Due sono le considerazioni da fare. Prima fra tutte l’ambizione di quest’uomo a voler risultare il sindaco più longevo del nostro comune. Per avere la certezza di essere eletti, bisogna fare, però, i conti con i voti delle “colonie”. Hop, scusate, volevo dire “frazioni”. Già perché da tutti i politici che si sono avvicendati nel tempo, quei territori sono stati sfruttati come riserve di voti e di ICI, IMU, TARI e tasse comunali da poter spendere poi nella madrepatria in circenses manifestazioni come S. Antonio e Carnevale. Ma le nostre colonie, sono “alquanto arretrate dal punto di vista socio-culturale con alti indici di criminalità, in particolare quella organizzata” (pag. 5 relazione del prefetto). “La presenza di importanti figure di riferimento della criminalità organizzata di tipo mafioso operanti tutte nel territorio di Lineri è stata accertata sia dall’operazione Fiori Bianchi (2013) che ha individuato la figura di …OMISSIS… appartenente al clan “Santapaola-Ercolano”, sia dall’operazione Enigma (2015) relativa al clan “Mazzei” nell’ambito della quale è stata delineata la figura di …OMISSIS… appartenente alla c.d. “Squadra di Lineri” e, da ultimo, dall’operazione Chaos (2017), che ha interessato numerosi soggetti appartenenti sia al clan “Santapaola-Ercolano” sia al clan “Mazzei” e fra questi il c.d. “Gruppo di Lineri” le cui figure di riferimento sono state individuate in: …OMISSIS…” (nota n°7 pag. 6 della relazione del prefetto). Con questo non voglio certo dire che la mafia è solo nelle frazioni, anche perché il clan dei “Tuppi” è autoctono del centro città.

Altra considerazione da fare è il cambiamento della legge sull’elezione dei sindaci e dei consigli comunali: il 6 giugno del 1993 per la prima volta, grazie a una legge regionale diversa da tutto il resto dell’Italia che si adeguò successivamente, avvenne l’elezione diretta del sindaco mentre antecedentemente veniva eletto dal consiglio comunale. Allora si votò con due schede: una per il sindaco e l’altra per il consiglio comunale. Il candidato sindaco, con quella legge elettorale, doveva solo cercarsi voti personali di opinione e per prestigio. L’attuale legge, invece, prevede una sola scheda con il trascinamento del voto al sindaco delle liste a lui collegate. Questo pone il candidato sindaco nella condizione di dover andare alla ricerca di quante più liste possibile apparentate e collegate a se stesso. Con questa legge, si capisce benissimo, trovano terreno fertile le organizzazioni criminali, specialmente nelle frazioni dove non ci sono centri di aggregazione se non le parrocchie e le organizzazioni criminali.

Alla luce di quanto sopra, l’amara conclusione è che attualmente la possibilità del cambiamento è quasi nulla. Il prossimo consiglio comunale conterrà sicuramente consiglieri collegati alle organizzazioni criminali e il prossimo sindaco, qualunque sia il suo colore politico, avrà nella sua giunta elementi collegati anch’essi alla mafia.

Perché speranza ci possa essere che qualcosa cambi, si dovranno attivare le procedure per la separazione del centro storico dalle frazioni. Non perché esistono cittadini di serie A e di serie B, ma per dare giusta identità ai cittadini misterbianchesi doc e dare giusta collocazione a coloro i quali misterbianchesi non sono e, soprattutto, tali non si sentono. Questo ci darà la possibilità di dover gestire un comune più piccolo, dove la maggior parte della gente si conosce e dove sarà più facile distinguere la persona per bene dalla mela marcia.

È altresì opportuno che i partiti politici misterbianchesi, rappresentati all’A.R.S., attivino i propri deputati regionali allo scopo di modificare la legge elettorale e tornare al sistema a doppia scheda.

In ultima analisi, ritengo che l’attività politica di Nino Di Guardo è seriamente compromessa se non giunta al suo epilogo: parlarne non spetta a noi. Agli storici il compito di esaminare i fatti del passato, ai politici il compito di costruire la storia del futuro.

Pinuccio Puglisi

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