La differenziata che ti fa la spesa

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La Perla s.r.l.Buoni da spendere per fare la spesa nel vicino supermercato. Li si ottiene da lattine in alluminio, bottiglie e flaconi di plastica, inseriti in un macchinario che “rilascia una ricevuta”. Un modo per fare bene all’ambiente e alle tasche.

Il primo ‘ecocompattatore’ è stato montato nel parcheggio di un supermercato Sisa di Montepalma, in via Milano, per iniziativa di un piccolo imprenditore edile di 32 anni, Vito Orlando, che -spinto dalla crisi- si è lanciato in una nuova avventura: guadagnare dai rifiuti riciclabili.

Nessuna pubblicità, perchè sarebbe un costo aggiuntivo, solo la creazione di un gruppo su facebook  e la fiducia nel passaparola. E già, a soli due mesi dalla installazione, l’impianto di Montepalma, frazione di Misterbianco, è meta di “visitatori” di tutte le età.

Ci guadagna anche l’esercizio commerciale che attira e fidelizza i clienti. Ne abbiamo parlato con la signora Mariella Mancuso, proprietaria del supermercato di Montepalma, che ha aderito all’iniziativa con convinzione “perchè educa al rispetto dell’ambiente e serve anche a riscattare il quartiere lanciando il messaggio che qui c’è tanta gente onesta”.

Sulla crescita della clientela è presto per pronunziarsi, ma alcuni dati sono già evidenti. “I più attivi nell’utilizzo del compattatore -racconta- sono i bambini. Con i ‘buoni’ acquistano magari cioccolato o patatine, ma hanno capito che il rifiuto riciclabile è una risorsa e coinvolgono le famiglie in questa presa di coscienza”.

Non solo. “Dei ‘buoni’ usufruiscono anche le persone più disagiate, ad esempio le collaboratrici domestiche che vanno nelle case a fare la pulizie e raccolgono lattine e flaconi per avere i buoni spesa.”

La scommessa di Vito Orlando, come lui stesso la definisce, comporta anche dei rischi economici. Ogni compattatore costa 15.000 euro e vien comprato al Nord. Come rifarsi dell’investimento ed ottenere un guadagno? Innanzi tutto con la vendita del materiale, che viene ripulito, compattato e ridotto in balle, per essere poi venduto alle aziende che lo utilizzano come “materia prima seconda” nella realizzazione dei propri prodotti.

Trattandosi di materiale già “lavorato” si scavalca il Conai (Consorzio nazionale imballaggi) e si ottiene un prezzo più alto dagli acquirenti ma l’affare diventa conveniente solo con grandi quantità. Per adesso gli acquirenti sono anch’essi soprattutto al Nord, ma si sta cercando di coinvolegere alcuni produttori locali.

Più plastica viene raccolta, dagli utenti prima e da Orlando poi, più si guadagna, in punti-spesa per gli uni e in materiale vendibile per l’imprenditore. E l’ambiente è più pulito. Ecco come gli interessi di Orlando possono andare a braccetto con quelli dei cittadini e con quelli dell’ambiente.

Se la sfida fosse vincente, potrebbero esserci anche maggiori sviluppi e la nascita di nuovi posti di lavoro. Ma l’imprenditore è prudente, pensa per adesso a piccoli passi, “poi si vedrà.”

Il progetto in testa comunque ce l’ha. Vorrebbe coinvolgere i Comuni e installare gli ecompattatori nelle scuole e magari anche nelle piazze.

Fino ad oggi sono stati in pratica coinvolti soltanto esercizi privati, due supermercati e adesso più di recente un parrucchiere, tutti a Misterbianco. Altri imianti sono previsti prima della fine dell’anno. Tutti in provincia. “Ho scritto anche al Comune di Catania, ma non ho avuto risposta”.

Nel sito Misterbianco.COM si trova il video di presentazione dell’iniziativa a cui hanno partecipato il vicesindaco e due assessori comunali, segno che le Amministrazioni locali sono interessate a questa collaborazione anche perché, producendo rifiuti in R13, il comune riceve incentivi dall’Unione Europea.

Un esempio di civiltà che viene da un quartiere che non gode di buona fama, un invito a fare la differenziata e a rispettare l’ambiente a partire dalla constatazione che “quello che in genere buttiamo vale denaro, è -come dice Vito Orlando - il nostro petrolio”.

Argo Catania
31/10/2012

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