Il Cardiologo Beppe Condorelli: "Unire le forze contro il Covid, ma i soldatini hanno bisogno di Generali"

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PoliclinicoCaro Direttore,
SUD non si è occupato da tempo del problema COVID anche perché sembrava che l’estate avesse cancellato definitivamente il virus.
Purtroppo non è stato così, come avevano previsto vecchi Clinici del calibro del professor Galli, in perenne contrasto con i virologi da Grande Fratello VIP.

La Sicilia fu risparmiata dalla prima ondata, ma adesso non è più così ed i ricoveri, spesso inappropriati, intasano i pronto soccorso mentre i veri pazienti Covid hanno ormai quasi del tutto occupato i reparti di malattie infettive.

Su queste pagine criticai l’Assessore Razza per la scelta degli ‘esperti’; mantengo le mie posizioni, ma ritengo che in questo momento sia il caso di unire le forze per combattere questa epidemia che ha messo in ginocchio l’Italia.

Dicevo che i posti letto ospedalieri sono già esauriti o stanno per esaurirsi, per cui i malati vengono inviati in strutture private dove operano giovani medici usciti da questa università, medici che in quest’ultimo anno hanno fatto il tirocinio pratico “on line” maturando l’esperienza che è facile immaginare e considerando anche il “calibro” di alcuni dei ‘maestri’.

Si tratta di soldatini che però, se guidati da un vero Generale, potrebbero, se non la guerra, vincere qualche battaglia: ma al momento la situazione è drammatica, e mi creda sulla parola.

Pur avendo una linea semidiretta con l’Avvocato Razza, whatsapp, non sempre ha il tempo di leggere i messaggi che sicuramente vengono filtrati dai suoi collaboratori.

Ma che legga SUD è certo, e pertanto SUD vorrei utilizzare per dare alcuni suggerimenti che ritengo utili.

I pazienti Covid sono raramente giovani sani; per lo più si tratta di pazienti anziani affetti da pluripatologie (diabete, ipertensione, cardiopatie, broncopatie croniche, malattie renali etc. ); si tratta di problemi che non possono essere affrontati da un giovane medico della nostra università (ampia facoltà di prova).

Occorrerebbe un approccio polispecialistico, e se questo non è possibile almeno la stretta collaborazione di un Infettivologo con un Internista (maiuscolo e minuscolo hanno un significato); ed occorrono anche strumenti (radiologia con TC) dei quali molte strutture private non sono fornite.

Ora mi risulta che al policlinico ci sono tre medicine interne per cui, se fossi nei panni dell’Avvocato Razza e del Dott. Sirna, trasformerei le medicine interne in centri Covid assicurando la costante e continua presenza dei direttori, da sostituire con Infettivologi prelevati da altri reparti ( ne basta uno a dare le direttive ) se i direttori non se la sentissero di dirigere.

Ovviamente il personale Infermieristico e Medico dovrebbe essere economicamente e generosamente incentivato (mi risulta che i soldi ci sono, e sono tanti: vadano a finire nelle tasche giuste).

Dal momento che ci sono anche malati non Covid, l’Assessore potrebbe temporaneamente convenzionare per questi malati di medicina interna (e quindi non Covid) strutture anche private, fornendo il supporto farmaceutico e strumentale.

In questo caso sì che si potrebbero impiegare i neolaureati che, diretti da un Generale, non solo darebbero un valido aiuto, ma nello stesso tempo imparerebbero quello che in alcuni casi non è stato mai loro insegnato.

Come gli ‘esperti’ dell’Assessore dovrebbero sapere, una cosa è gestire la medicina interna, tutt’altro gestire un reparto Covid che presuppone anche la presenza di Rianimatori che al Policlinico non mancano.

Infine non dimentichiamo che al Vittorio Emanuele, quello di via Plebiscito, ci sono tanti reparti vuoti, in ottime condizioni, che potrebbero ampliare il numero di posti letto.

Ribadisco il concetto: un Generale per reparto con giovani soldati volenterosi può sconfiggere il nemico.

So benissimo di non essere molto simpatico (!) ad alcuni, ma per fortuna non tutti, di quelli che gestiscono università e sanità: non mi sono simpatici neanche loro perché, purtroppo per loro, li conosco ab ovo.

Ma è un momento nel quale bisogna dimenticare inimicizie ed antipatie ed unire le forze per assicurare a tutti, ma specialmente a tutti gli anziani, per i quali provo un affetto filiale, una assistenza degna di una Nazione civile.

Beppe Condorelli
sudpress.it
01/11/2020

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