Il giorno dopo la lunga Conferenza dei Servizi di Palermo sembra "guerra" aperta, e neanche tanto a distanza, tra i sindaci dei due Comuni direttamente interessati. Ma a quanto pare, e per fortuna, non anche tra le due cittadinanze accomunate dal problema discariche. E sono già moltissimi i messaggi e le telefonate di solidarietà di cittadini mottesi, profondamente delusi e amareggiati, che sostengono a chiare lettere la battaglia della vicina Misterbianco a difesa dell'ambiente e della salute di un'area non inferiore ai sessantamila abitanti; con due Comitati comunali "No discarica" mobilitati assieme.
Il sindaco di Misterbianco, Nino Di Guardo - che la sera prima aveva tenuto un vigoroso comizio in piazza, con intervenuti anche da Motta, sulle tante illegittimità riscontrate dall'apposita Commissione regionale insediata dall'ex assessore Marino, invocando tra l'altro il controllo e gli interventi di politica, magistratura e forze dell'ordine - si dice «turbato ed esterrefatto» per l'andamento della Conferenza. «Quel che è successo è inaudito e gravissimo - ha affermato Di Guardo - al di là delle norme, nessuno parla più della discarica di Tiritì che per decenni ha accalcato milioni di metri cubi di rifiuti, ammorbando l'aria di due città. Mi chiedo quale strano ed infausto destino debba ancora perseguitare le comunità di Misterbianco e Motta, per cui i loro territori debbano continuare ad essere la pattumiera di tutta la Sicilia ed oltre, e perché la Regione non debba invece individuare altre aree lontane dai centri abitati. In Conferenza, appena iniziata la discussione ho sentito con i miei orecchi e con mio immenso stupore che l'attuale sindaco di Motta, senza arrossire, ha dato il proprio assenso affinché venga rilasciato il rinnovo del decreto regionale, che autorizza l'esercizio della discarica per altri 5 anni. Tutto ciò nonostante le ripetute violazioni di legge e i danni ambientali. Ne è scaturita una vivace contestazione fra me e il sindaco di Motta, ho gridato con forza che la sua decisione comprometteva la vita della sua comunità e indirettamente anche quella di Misterbianco, comunità che hanno entrambe il diritto di vivere in un ambiente salubre. Sono volate parole pesanti e offensive per le quali mi riservo di adire le vie legali». «Io e il sindaco - ha detto l'assessore all'Ambiente avv. Angela Vecchio - abbiamo ribadito con decisione la nostra assoluta e totale contrarietà al rinnovo del decreto n. 221/2009 ed abbiamo depositato dei documenti che invocano perentoriamente l'annullamento del decreto stesso e la chiusura della discarica. La nostra battaglia contro la discarica continua senza sosta e fino alla fine».
La Sicilia
16/07/2014



























