Relatori del dibattito sono stati i componenti del Comitato No Discarica: Josè Calabrò, Maria Caruso, Paolo Conti (Misterbianco), Danilo Festa (Motta S. Anastasia); il Sindaco di Misterbianco Nino Di Guardo, il presidente del Consiglio Comunale di Misterbianco Nino Marchese, l’avvocato Giuffrida. Il 10 novembre è stato Presentato il ricorso al Tar Lazio (competente in materia di questioni ambientali), a cui hanno lavorato in stretta collaborazione il Sindaco, l’avvocato del Comune (Giuffrida) e alcuni componenti del Comitato No Discarica di Misterbianco.
Il ricorso riguarda l’ampliamento della discarica di Tiritì, per cui il Comune di Motta ha già vincolato l’area nel suo PRG come destinata a discarica. Il ricorso è stato permesso dalla scoperta di un decreto “fantasma” sul piano rifiuti, che sarebbe stato approvato in data 11 luglio. Ad oggi, però, questo decreto non è stato ancora pubblicato sulla G.U., per cui sarebbe “inefficace per vizio dell’atto” (ossia inesistente, per mancanza di attuazione del procedimento regolare). Pare che sia stato procurato in via informale, così da poter fondare il ricorso su dati concreti. In sintesi, nel decreto è scritto che il piano rifiuti è subordinato all’approvazione della VAS (Valutazione ambientale strategica), ancora non espressa. Ma pare anche che per legge la VAS debba essere fatta prima e non dopo l’approvazione del decreto! Quindi il provvedimento sarebbe del tutto nullo e probabilmente fatto coscientemente in violazione della legge per non incappare in altre sanzioni (come quelle che sono state applicate alla Campania). Questa, per sommi capi, è la linea del ricorso al Tar.
Parallelamente si porta avanti anche la richiesta di chiudere e bonificare la vecchia discarica, che accoglie ancora circa mille tonnellate di rifiuti al giorno. Per questo si chiederà a breve un incontro sia con il nuovo assessore regionale che con la nuova presidente (commissario) della provincia Antonella Liotta. Infatti il problema pare essenzialmente politico più che tecnico, visto che dal punto di vista tecnico l’OIKOS avrebbe addirittura attribuito la puzza ad un “attentato all’immagine compiuto tramite meccanismi puzzolenti attivati da altri” (senza parole…!!!), mentre dal punto di vista politico i brogli sono più che evidenti. Per evitare ulteriori ricorsi che potrebbero essere necessari qualora al 31 dicembre il la fine del periodo di emergenza rifiuti in Sicilia sancisse “di fatto” l’ampliamento inserito nel piano rifiuti presentato, il Comitato No Discarica e il Comune stanno preparando un ulteriore ricorso, da presentare però alla Commissione Europea.
Il Comitato No Discarica ha chiesto alle associazioni del territorio di aderire, sia con la presenza che con il sostegno economico (il ricorso costa circa 2000€). La presidente del Ce.Fam. Nanda Costanza e la presidente di ConfCommercio Giovanna Giuffrida, presenti in sala, hanno aderito pubblicamente. Anche il presidente del Consiglio Comunale di Misterbianco ha portato l’adesione unanime di tutto il Consiglio, garantendo un contributo per eventuali spese future nell’organizzazione di manifestazioni, anche fuori porta. L’intervento di Danilo Festa, invece, ha riportato la situazione di Motta S. Anastasia, contribuendo a delineare un quadro che non ha nulla da invidiare ad un giallo d’autore. Pare infatti che il Sindaco stia per essere sfiduciato in aula, perché non rappresenta più l’interesse dei propri concittadini ma esclusivamente i propri.
Addirittura c’è chi propone di far pervenire una richiesta al Ministero dell’Interno per chiedere il commissariamento del Comune, visto il forte condizionamento economico dell’OIKOS su alcuni membri dell’amministrazione mottese. Anche il Comitato No Discarica di Motta sta preparando un ricorso, che però riguarda il fatto di essere venuti a conoscenza del decreto solo tramite il piano d’ampliamento e non prima, quando l’Amministrazione ha dato i consensi. Pare inoltre che negli ultimi giorni sia arrivata al Sindaco di Motta una nuova richiesta d’ampliamento per il percolato (!!!!!), visto che ora il punto di raccolta più vicino è a Reggio Calabria. Ovviamente Tiritì non vuole farsi scappare questo business...



























