"Dalla nostra parte c'è la gente". Corsaro sfida l'ex alleato

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Marco CorsaroL'ex vice dell'attuale primo cittadino, è sostenuto da sei liste civiche e Alternativa popolare.
Un candidato sindaco giovane, ma già di esperienza. L’ultima proprio nella giunta Di Guardo, di cui ha fatto parte, addirittura come vicesindaco, ma che poi ha abbandonato in aperta polemica con il sindaco. Marco Corsaro, 32enne fondatore del movimento Guardiamo avanti e in corsa per la poltrona di primo cittadino di uno dei Comuni più grossi chiamati al voto il prossimo 11 giugno, ha deciso di rompere con l’attuale amministrazione per una questione “di linguaggio, stile comunicativo, rispetto della persona”, afferma.

Cosa l’ha spinta a candidarsi?

È arrivato un momento in cui non ho più avuto le motivazioni per portare avanti un progetto che non mi apparteneva. Si dovevano soltanto raccogliere le liste, senza capire quale progettualità mettere in campo per il paese. Io, più che sentirmi cautelato nella poltrona, ho preferito intraprendere un percorso diverso, spinto anche da tantissime persone che hanno caldeggiato la mia candidatura. Sostenuta da sei liste civiche e da un gruppo politico, Alternativa popolare, che stanno lottando per modificare, innanzitutto, il rapporto con il cittadino. Io sono andato via anche perché, ed è una cosa di cui ho sofferto, si è utilizzato un linguaggio che ha allontanato la società civile dalla macchina amministrativa. C’era un’amministrazione completamente scollegata dal consiglio comunale, perché per l’attuale sindaco i consiglieri valgono meno di un euro, e scollegata anche dalla realtà cittadina, che il Consiglio rappresenta. Io credo invece che la politica debba essere circolare e fare rete.

Lei è tacciato di aver fatto una scelta poco coerente, appoggiando fino a qualche tempo fa l’amministrazione uscente.

Penso che in politica la coerenza sia dato da quello che fai nel momento in cui sei consigliere o assessore. Io ho svolto l’attività di assessore in maniera onesta e leale nei confronti del cittadino; non sono mai stato un assessore del sindaco Di Guardo ma un assessore strutturato, ma un assessore strutturato, perché abbiamo deciso di non fare cadere il sindaco quando ci fu la crisi dovuta alla discarica e abbiamo deciso di continuare a governare. Non ho mai votato contro un’idea sana dell’opposizione, mai cambiato idea sulla questione dell’Irpef, sulla questione dell’acqua. Io credo che la coerenza debba essere dimostrata nei confronti del cittadino e io non ho mai tradito il mandato elettorale da questo punto di vista. E per questo mi sento a posto con la coscienza.

Il suo obiettivo principale.

L’obiettivo assoluto del nostro progetto è non barattare mai più i diritti per i favori. Qui sembra che per un pass per i disabili o per lo scerbamento di una via, o la pulizia di una micro discarica, si debba andare presso la segreteria del sindaco e chiedere. Noi smantelleremo questo sistema, riporteremo il paese alla normalità.

Il suo programma a cosa mira?

Quando lo abbiamo depositato ci hanno detto che sembra una tesi di laurea, perché noi ci abbiamo lavorato e non è venuto fuori da una mia idea o da quella di qualcun altro. È stato strutturato secondo le esigenze nate dai patti di quartiere, dai tavoli programmatici, dalla mail con l’opinione dei cittadini. Tanti i solleciti che abbiamo raccolto e che sono diventati punti del programma. Certamente puntiamo sulla sicurezza, per la quale creeremo nei primi cento giorni una task force, sul lavoro per il quale faremo un tavolo permanente con le associazioni di categoria. C’è tanto lavoro da fare. Per questo si deve per forza agire in rete con i professionisti. Daremo attenzione al Welfare per il quale abbiamo indicato professionisti e nomi di un certo rilievo, emersi dalla discussione tra i gruppi, senza nessuna indicazione o cartello politico. Mentre gli altri che mi davano del bugiardo ora sono con il sindaco Di Guardo in una coalizione di cartello elettorale – basta leggere i nomi – noi ci sentiamo fortemente rappresentativi della società civile. Insomma, dalla nostra parte ci sta la gente.

In caso di non vittoria, la politica continua?

Certamente. Abbiamo un movimento politico, Guardiamo avanti, che struttureremo e che continuerà a fare politica. Ma io ho la sensazione che la gente voglia veramente cambiare e portare una nuova rappresentanza.

Melania Tanteri
catania.livesicilia.it
28/05/2017

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