Costruire un forte senso comune

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Il paese che voglioOggi nel delicato momento storico che stiamo vivendo, ognuno di noi è chiamato ad essere testimone di se stesso e contribuire attivamente allo sviluppo sociale e civile della comunità di appartenenza.

Il nostro paese Misterbianco (CT), tralasciando le polemiche molto strumentalizzate alle quali abbiamo assistito nell'ultimo anno e mezzo, è chiamato a farsi trovare pronto per quelle opportunità di trasformazione in ambito economico e territoriale che saranno apportate fra tutte dalla attuazione del nuovo piano regolatore e dal completamento della linea metropolitana.

In quest'ottica di opportunità noi ci rivolgiamo a tutte quelle forze civili ed economiche, le attività produttive, i lavoratori, gli autonomi, le imprese, i giovani, i pensionati, quei cittadini che ancora credono con volontà di poter attivamente dare il loro contributo. E che si sono in questi anni sentiti traditi da attori politici improvvisati o ancora peggio da chi millantava appartenenze territoriali estranee ai nostri valori, avendo disatteso cosi tutte quelle aspettative speranze di cambiamento di cui purtroppo ne cominciamo a vedere e a pagarne le conseguenze attraverso un decadimento dei servizi, del livello dei servizi territoriali essenziali, una mancanza di proposte culturali, una mancata condivisione su base volontaria, un disfacimento del tessuto economico. Tutto ciò in atto ed è quale non si può imputare impunemente solo alla situazione sanitaria emergenziale che s'è venuta a creare perché è un facile alibi. La nostra chiave di lettura politica della realtà non può prescindere che da una visione comunitaria europeista di carattere progressista e socialista dove i nostri pilastri d'azione sono quelli di formare una visione condivisa, di dare forza al potere della gente.

Costruire insieme un forte senso comune per riconoscerci di nuovo come cittadini partecipi attivamente accanto alle istituzioni pubbliche e combattere quello stato di disinformazione e disimpegno sociale a cui siamo stati condannati in maniera subdola e consapevole da una politica non più presente nel territorio bensì calata dall'alto solo per interessi elettorali. Cominciamo noi ad essere il cambiamento che vogliamo dimostrando un alto senso di responsabilità non deleghiamo più ad incompetenti e improvvisati politicanti il presente, ma sopratutto il futuro del nostro paese.

Abbandoniamo quella mentalità mortifera ed illusoria e fatalista di affidarci alla speranza con la quale incensiamo il salvatore di turno che si presenta alle elezioni. La speranza non esiste sono le nostre azioni guidate dalla nostra volontà che determinano il nostro futuro.

Giuseppe Domenico Privitera
giuseppe77p@yahoo.it

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