Chiusa la discarica di Motta Accolto il ricorso della Regione

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Discarica MisterbiancoLa replica della Oikos: "La Regione non ha mai richiesto il certificato anti mafia".
E’ braccio di ferro fra Regione siciliana e Oikos. Uno scenario da cui tuttavia emerge solo un garbuglio di reitere di ordinanze regionali contingibili e urgenti e controversie giudiziarie. L’ultima solo in ordine di tempo è il decreto con cui il Cga ha accolto l’impugnativa presentata dalla Regione e sospeso l’ordinanza con cui il Tar il 21 luglio scorso aveva accolto il ricorso presentato dalla Oikos contro il provvedimento regionale 4/rif.

Quest’ultima ordinanza, emanata in intesa con il ministero dell’Ambiente, non prevedeva almeno fino a novembre del 2017 l’utilizzo della discarica di Valanghe d’Inverno nell’ambito del circuito degli insediamenti siciliani specializzati nello smaltimento dei rifiuti. Una decisione che non era affatto piaciuta alla Oikos, titolare dell’impianto di Motta, che decide quasi immediatamente di presentare l’ennesimo ricorso al Tar che gli dà ragione. Ma l’assessorato regionale a quel punto “al fine di evitare l’insorgere di una nuova emergenza igienico sanitaria” decide di ricorrere in appello. Il 24 agosto, ieri, arriva, appunto, la decisone del Cga che accoglie l’istanza cautelare avanzata dalla Regione e fissa per settembre la Camera di Consiglio, circostanza nella quale verrà emesso un giudizio di merito sulla vicenda.

Nello specifico la Regione aveva ordinato la chiusura dell’impianto Oikos nell’attesa che quest’ultima portasse a termine la procedure di rinnovo dell’Aia, procedura per la quale era già arrivato il via libera del Consiglio superiore della Giustizia amministrativa. Pochi giorni dopo, il 25 luglio scorso, lo stesso governatore Crocetta emette però un’altra ordinanza contingibile urgente, la 7/rif (LEGGI QUI) con cui ordinava il conferimento di oltre 100 tonnellate di rifiuti provenienti dal ragusano nella discarica di Valanghe d’Inverno. Il provvedimento era stato emesso allo scopo di ovviare all’emergenza igienico sanitario in corso a Ragusa dove l’impianto di pre trattamento della discarica di Cava dei Modicani aveva già raggiunto al sua capacità contentiva. La Regione è inoltre in attesa di conoscere l’esito della consulenza tecnica effettuata dal Ctu Piero Rundo relativamente al danno riconosciuto alla Oikos con una sentenza parziale favorevole del Tar nel giugno scorso. La Oikos aveva chiesto alla Regione ben 5 milioni di euro di risarcimento per il blocco dell’impianto di Motta disposto tramite l’ordinanza regionale 26 rif del dicembre scorso. Una matassa sempre più difficile da sbrogliare.

Ma nelle contestazioni formulate dalla Regione contro la Oikos dinanzi al Cga emerge inoltre la mancata acquisizione da parte della Oikos di un nulla osta antimafia. Accuse a cui la società Oikos spa contattata da LiveSicilia replica: “I rappresentanti dell’assessorato fingono di non sapere che gli accertamenti relativi alla certificazione antimafia sono stati oggetto di giudizio davanti al medesimo Consiglio di Giustizia Amministrativa e che il Tribunale ha sempre affermato che non sussiste alcun tentativo di infiltrazione mafiosa, per la quale ragione non si vede come si possa lamentare la mancanza della certificazione antimafia. E’ davvero singolare, invece, constatare come solo adesso, dopo mesi di contenzioso giudiziario, la Regione richieda per la prima volta un requisito che non è masi stato oggetto del contraddittorio procedimentale e come tale premura si sia avvertita solo dopo che il TAR Catania abbia deciso di investire la competente Procura della Repubblica circa la rilevanza penale della condotte poste in essere dai rappresentanti della Regione Siciliana”.

Quanto all’ultimo decreto emesso dal Cga che, ripristinando la validità del provvedimento dirigenziale 4/rif dispone la nuova chiusura dell’impianto di Valanghe d’Inverno - “è stato adottato – afferma il legale Rocco Mauro Todero – senza previo contraddittorio con la difesa della società Oiks e non ha avuto riguardo al merito della legittimità dei provvedimenti impugnati, ma esclusivamente alla necessità di lasciare impregiudicato il regime di smaltimento dei rifiuti nell’Isola sino alla camera di consiglio per il settembre prossimo venturo. Ancora una volta l’Amministrazione regionale, per bocca di alcuni dei suoi massimi rappresentati, si premura di colpire, senza giustificazione alcuna, un’azienda che ha agito sempre nel pieno rispetto della legalità e che dalla caccia alle streghe è sempre uscita a testa alta in sede giudiziaria. La Oikos s.p.a. non lascerà intentato alcuna possibilità per ottenere giustizia nelle competenti sedi giudiziarie al fine di tutelare i propri diritti ed interessi e per opporsi alla ricerca di un capro espiatorio che giustifichi agli occhi dell’opinione pubblica l’inettitudine e l’inefficienza degli apparati della pubblica amministrazione”, conclude.

Erika Intrisano
catania.livesicilia.it
25/08/2017

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