Catania, omicidio arena dc misterbianco, mazzei mafia, killer mafia boss nicotra, processo Gisella

Versione stampabileVersione stampabile

arrestoIncastrata la cellula dei Mazzei a Misterbianco. Solo 7 imputati hanno optato per il rito abbreviato.

Il 28 settembre 1991 a Misterbianco era giorno di festa. C’era un matrimonio nella Chiesa di San Nicola.
Poi quella mattina d’autunno l’aria è stata squarciata dal rimbombo delle fucilate. Vicino al Cimitero c’è stato il trambusto delle urla degli ospiti delle nozze e i sicari che scappavano, mentre Paolo Arena, il segretario comunale della Dc, è disteso a terra morto. Ammazzato. Un omicidio che è rimasto nei cassetti della Procura per 28 lunghi anni. Poi uno dei killer di quell’agguato ha deciso di parlare e si è arrivati all’arresto dei presunti responsabili, che il prossimo 23 gennaio dovranno presentarsi davanti la Corte d’Assise di Catania. E insieme a loro gli imputati del processo scaturito dalla maxi inchiesta 'Gisella' che lo scorso maggio ha portato in carcere non solo gli assassini di Arena ma anche gli esponenti dei Nicotra di Misterbianco e Motta Sant’Anastasia. Nella malavita li hanno sempre chiamati 'Tuppi', dal nomignolo del loro capo bastone, Mario Nicotra ammazzato nella cruenta guerra contro Giuseppe Pulvirenti, ‘u Malpassotu. L’indagine ha svelato un tassello fondamentale nello studio della geografia di Cosa nostra catanese. I Nicotra, tornati a Misterbianco dopo un lungo periodo di assenza per sfuggire alle pallottole del malpassotu, si sono affiliati ai Mazzei, accreditati alla ‘tavola rotonda’ della mafia siciliana. L'inchiesta dei carabinieri ha permesso di incastrare gli eredi di Mario Nicotra, che hanno creato due roccaforti criminali a Misterbianco e Motta.

Sono solo sette gli imputati che hanno scelto il rito abbreviato. L’udienza preliminare proseguirà il prossimo 27 gennaio. In quella data si svolgerà la requisitoria del pm Marco Bisogni, che analizzerà le posizioni di Daniele Distefano, Filippo Distefano, Filippo Buzza, Domenico Agosta, Emanuele Agosta, Rosario Salvatore Cantali e Antonino Navarria.

Gli altri imputati, tra cui il carabiniere infedele Gianfranco Carpino, invece sono stati rinviati a giudizio. Il processo - come detto- si aprirà il prossimo 23 gennaio davanti la Corte d’Assise di Catania. Disposta la videoconferenza per Tony Nicotra, rinchiuso al 41 bis. Alla sbarra, oltre il boss e il militare, ci sono Giuseppe Avellino, Luca Destro, Vincenzo Di Pasquale, Carmelo Guglielmino, Gaetano Indelicato, Alfio La Spina, Carlo Marchese, Saverio Monteleone, Gaetano Nicotra (79), Gaetano Nicotra (51) Lucia Palmeri, Emanuele Parisi, Antonino Rivilli, Francesco Spampinato, Giuseppe Piro e Antonio Zuccarello.

di Laura Distefano
catania.livesicilia.it
08/11/2019

tags: