Carabiniere di Misterbianco decorato con medaglia d'oro

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Mario Spampinato - MisterbiancoA distanza di 70 anni dall'eccidio di otto carabinieri nell'agro nisseno di Feudo Grande in cui fu trucidato un mistebianchese Mario Spampinato, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella lo scorso aprile ha conferito, alla memoria, la Medaglia d'oro al valore dell'Arma dei Carabinieri.

Un eccidio, quello di Feudo Grande, avvenuto nel gennaio del 1946, e che per decenni è rimasto nell'oblio anche perché avvenuto dopo il 1945 in una Sicilia dove regnava la totale anarchia.

Il territorio allora era terreno fertile di bande di briganti che con la scusa del separatismo si infiltrarono all'interno dell'EVIS (Esercito volontario per l'indipendenza della Sicilia) trasformandosi in guerriglieri, giustificando attacchi diretti a Polizia e Carabinieri con l'obiettivo eversivo di sostituirsi allo Stato ufficiale, formandone uno alternativo dominato dalla mafia.

Mario Spampinato nel 1946 non aveva compiuto ancora 32 anni e prestava servizio a Gela nella stazione di Feudo Nobile, un piccolo centro agricolo, dove imperversava la banda di Salvatore Rizzo che il 9 gennaio del 1946 con una scusa, attirò fuori alcuni carabinieri che caddero in una imboscata e furono catturati. Subito dopo fu assalita la stazione di Feudo Nobile appiccando il fuoco. Per catturare gli altri carabinieri e distruggere la stazione i banditi utilizzarono anche delle bombe a mano, catturando gli altri militari tra cui il mistrerbianchese Mario Spampinato.

Da quel momento iniziò il calvario per gli otto carabinieri che furono ostaggi in cambio della liberazione di Concetto Gallo dell'Evis. Una trattativa che non ebbe successo e che portò Salvatore Rizzo a liberarsi degli ostaggi uccidendoli, dopo averli legati, denudati e falciati con raffiche di mitra all'interno di una fossa per l'estrazione dello zolfo nel comune di Mazzarino.

Adesso per “L'eccezionale coraggio e la strenua resistenza, fino alla fine delle munizioni – scrive il presidente della Repubblica - esempio di elette virtù militari e altissimo senso del dovere” il Capo dello Stato gli ha conferito la Medaglia d'oro alla memoria, estesa anche agli altri militari.

Il ricordo di Spampinato è stato mantenuto vivo dai due nipoti, Nuccio e Salvo Spampinato e le sue spoglie e quelle di altri 5 dei carabinieri riposano oggi nel sacrario del cimitero di Rotoli a Palermo.

Carmelo Santonocito
La Sicilia
05/05/2016

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