C’era una volta, in un regno non troppo lontano — il reame di Misterbianco — dove la politica somigliava sempre più a una fiaba... ma di quelle raccontate con un sorriso amaro.
Io lo dicevo da tempo: ma che “Razza” di assessore è!
E mentre qualcuno racconta che la campagna elettorale è ancora lontana, la verità è che ci siamo già dentro fino al collo. Altro che preparativi: qui siamo nel pieno delle grandi manovre, quelle antiche e sempre attuali della spartizione delle poltrone e degli scambi di favore per tenere in piedi il castello del potere.
Sin dal primo giorno l’amministrazione Corsaro è stata chiarissima nel suo metodo:
dimissioni a catena, consiglieri che spariscono e liste che scorrono come un nastro trasportatore. Una strategia raffinata, quasi coreografica.
Tra le scene più memorabili di questa fiaba amministrativa, resteranno negli annali le dimissioni della consigliera in quota Forza Italia, che con grande spirito di famiglia ha lasciato spazio al marito… vice sindaco. Un gesto che in altri tempi si sarebbe chiamato sacrificio politico; oggi sembra altro.
E adesso arriva un nuovo capitolo della favola:
l’assessore più veloce del West lascia la sella per fare spazio a chi da mesi scalpitava fuori dalla porta della giunta. Un avvicendamento rapidissimo, quasi magico.
Magico proprio come la metamorfosi di certi candidati che, alle ultime elezioni, correvano nelle liste di un altro candidato sindaco, posizionandosi orgogliosamente all’opposizione di Corsaro… e che poi, per incantesimo — qualcuno direbbe per magia zitelliana o tenerelliana — sono atterrati direttamente nella maggioranza.
Così, senza neppure disturbare troppo i voti degli elettori che li avevano mandati da tutt’altra parte.
Tutti prodi alfieri di Zitelli u sinzali!
Ma la fiaba non è finita.
Anzi, io aspetto con trepidazione i prossimi capitoli.
Perché tra un anno i cittadini di Misterbianco saranno chiamati a scegliere chi guiderà l’amministrazione della città. E proprio da queste piccole grandi manovre di oggi si capiranno molte cose: interessi, ambizioni personali e la corsa di certi politicanti verso la poltrona più vicina.
Perché, alla fine della favola, la verità è molto meno romantica:
c’è la corsa all’assessorato senza prestigio e senza funzione.
Le deleghe vere, quelle importanti, se le tiene tutte il sindaco.
Che con abilità fa litigare i ragazzi nel campetto — gli assessori — mentre le partite serie le gioca lui.
A loro basta la spilletta sul petto.
A lui serve l’appoggio politico.
E vissero tutti...
assessori e contenti.
(O almeno finché dura la prossima nomina).
Consigliere Comunale Attiva Misterbianco



























