Beppe Grillo provoca il PD e si candida alla segreteria

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Frazioni in movimentoBeppe Grillo si autocandida alla segreteria del Partito democratico.Vale la pena farsi un giro sul blog di Grillo. Mi chiedo quale leader politico, attraverso un semplice annuncio web, sia capace di mobilitare migliaia di commenti assolutamente entusiasti. Grillo è un trascinatore, dice cose serissime (rozzo, ma efficace) e non parla politichese, Forse per questo tanta gente lo segue...
Una sfida che, al momento, ha il sapore più della provocazione che di una concreta discesa in campo del comico anche e soprattutto alla luce del regolamento per le candidature. Lo statuto del Pd prevede, infatti, che alle primarie possano essere indicati anche soggetti non iscritti al partito, purché essi abbiano il voto di almeno il 5 percento dei tesserati al Partito.

Un fatto che crea non pochi problemi anche ad altri candidati alla segreteria, l’unico che3 sembra accettare la sfida è il medico Ignazio Marino. Nonostante ciò, l’annuncio è chiaro: “Il 25 ottobre ci saranno le primarie del PDmenoelle - così lo ha rinominato Grillo - chi otterrà più voti potrà diventare il successore di gente del calibro di Franceschini, Fassino e Veltroni. Io mi candiderò”.Una candidatura, scrive il comico nel post quotidiano del suo famoso blog, che vorrebbe essere un’alternativa a quel vuoto creatosi nella sinistra “dalla morte di Enrico Berlinguer”. Un vuoto “di idee, di proposte, di coraggio, di uomini” in una sinistra “inciucista, radicata solo nello sfruttamento delle amministrazioni locali”. Nonostante la sua discesa in campo e, dunque, di fatto la partecipazione al progetto politico del Pd (“Io mi candido, sarò il quarto con Franceschini, Bersani e Marino” si legge su beppegrillo.it), il blogger genovese usa parole durissime contro il partito attualmente guidato da Dario Franceschini. Grillo parla infatti di una sinistra “muta di fronte alla militarizzazione di Vicenza e all'introduzione delle centrali nucleari. Alfiere di inceneritori e della privatizzazione dell'acqua. Un mostro politico, nato dalla sinistra e finito in Vaticano. La stampella di tutti i conflitti di interesse. Una creatura ambigua – continua - che ha generato Consorte, Violante, D'Alema, riproduzioni speculari e fedeli dei piduisti che affollano la corte dello psiconano [Silvio Berlusconi ndr.]. Un soggetto non più politico, ma consortile, affaristico, affascinato dal suo doppio berlusconiano. Una collezione di tessere e distintivi. Una galleria – affonda ancora - di anime morte, preoccupate della loro permanenza al potere.

Un partito che ha regalato le televisioni a Berlusconi e agli italiani l'indulto”. In questo quadro, annuncia dunque Grillo, “partecipo per rifondare un movimento che ha tolto ogni speranza di opposizione a questo Paese”, una candidatura per “offrire un’alternativa al Nulla”. Quanto al suo programma, il blogger mette in campo la carta per i “Comuni a Cinque Stelle”, impiegata per la costituzione delle liste civiche in occasione delle ultime elezioni amministrative e le battaglie condotte negli ultimi anni, tramutatesi in alcuni casi in leggi di iniziativa popolare attualmente depositate in parlamento. Tra queste, la cosiddetta “Parlamento pulito” (impedisce le candidature di soggetti con pendenze legali) e “il ritiro delle concessioni televisive di Stato ad ogni soggetto politico a partire – scrive – da Silvio Berlusconi”. E proprio sul Cavaliere, Grillo accusa il Pd di essere stato fino ad oggi la sua “assicurazione sulla vita”. Per questo, conclude ricordando che alle primarie del 25 ottobre voterà “ogni potenziale elettore”, “è arrivato il momento di non rinnovare più la polizza”. Questa fin qui la cronaca. Adesso analizziamo la questione politica che ha sollevato e che non è di poco conto. Grillo apre una questione seria, la partecipazione democratica alla vita pubblica, con le diversità e le contraddizioni stratificate che questo implica. Il PD sarà capace di cogliere il guanto di sfida del consistente popolo del web? La dico meglio…. Saprà aprirsi verso quel substrato della società italiana che non votano PD e neanche il PdL? Saprà dotarsi di un’utopia nuova da calamitare la speranza dei moltissimi italiani che sono stati estromessi dalla vita democratica del paese? Diventerà partito? Saprà costruire una sinistra moderna ed europea? Il congresso deve sciogliere questi importanti nodi politici se vuole aspirare a diventare alternativo al berlusconismo imperante. L’alternativa sarebbe il “nulla” ipotizzato da Grillo.

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