Ancora vandali al Palatenda, si invocano le videocamere

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TelecameraVandalismo, una delle “piaghe” spiacevoli e sconfortanti dei nostri tempi. Una prassi riprovevole e accanita che prende sistematicamente di mira i beni pubblici, patrimonio della comunità. A Misterbianco, mentre l’amministrazione comunale ha in programma la completa ristrutturazione, l’ampliamento e l’adeguamento del Palatenda, ecco l’ennesima becera “bravata” dell’incursione notturna di alcuni teppisti (abituali o improvvisati) nell’impianto in cui ogni giorno tanti giovani praticano attività sportive.

I giovinastri hanno pensato di passare le tarde ore serali scavalcando la cancellata in ferro, scardinando un catenaccio e distruggendo in gran parte il pavimento in legno della struttura esterna, ed hanno completato poi l’opera vigliacca azionando un idrante col relativo scorrere di acqua fino al mattino. Danni non gravissimi per fortuna, ma significativi, che causano inevitabilmente rabbia e amarezza oltre alla necessità di spese e lavori per il ripristino dignitoso e funzionale dei luoghi.

Storie ormai di "ordinaria" delinquenza. Dopo le zone periferiche e i vari parchi-gioco vandalizzati, e tanti episodi quotidiani di incuria bullismo e inciviltà, si ripropone sistematicamente il serio problema della serenità e della sicurezza della convivenza civile, con tutte le “agenzie educative” (famiglia, scuola, associazionismo, istituzioni) chiamate a cercare di “costruire” anche la consapevolezza e la cura del bene comune. Nell’estrema esiguità delle forze dell’ordine, di fronte a questa vera “emergenza perenne” (come quella delle micro-discariche), si ripropongono puntualmente i temi della videosorveglianza – soprattutto sulle piazze e strutture pubbliche, anche nelle periferie, e sui luoghi più significativi e a rischio - e dell’eventuale ricorso alla sicurezza privata. Con continui appelli e polemiche senza soste sul problema.

Il sindaco Nino Di Guardo aveva recentemente ribadito anche in Consiglio comunale come sia importante contrastare l'inciviltà di chi, ad esempio con le microdiscariche di rifiuti per strada, mortifica quanto di buono venga costruito; lo stesso vale per il vandalismo, che non deve prevalere sulla cura del territorio come bene comune. Il consigliere delegato allo sport Federico Lupo: «Al Palatenda non è di certo il primo atto di vandalismo. Già l’anno scorso siamo dovuti intervenire due volte a seguito di squarci al tendone, e altre volte in precedenza. Purtroppo il problema si ripropone sistematicamente. Del Palatenda abbiamo già parlato con l’Ufficio Tecnico del Comune. Con il nuovo progetto di completo rifacimento, verranno probabilmente eliminati la cancellata e il tavolato in legno che fa da corridoio esterno, per consentire l’ampliamento della struttura. Ma occorre un forte deterrente con la videosorveglianza, magari in random e registrazioni da consultare a posteriori per individuare i vandali». E proprio sulla videosorveglianza, l’assessore Matteo Marchese ha preannunciato in Consiglio comunale addirittura possibili soluzioni “a costo zero”, grazie ad appositi finanziamenti ad hoc da perseguire.

Appare più che mai necessario un dialogo stringente tra le forze politiche sul tema. Una strada ancora lunga, un percorso tutto in salita che va comunque intrapreso, per la crescita civile della comunità e il miglioramento della qualità della vita di tutti.

Roberto Fatuzzo
La Sicilia
29/09/2017

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