29 marzo 1669 - 1969 - 2019. Misterbianco, la memoria e l’identità

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Tra le carte poggiate alla rinfusa nel mio piccolo archivio personale, conservo come una reliquia una copia del periodico “Il Seminatore” (Anno IV 4 – 5 Quindicinale 1-16 marzo 1969), da cui ho tratto questo breve e toccante articolo a firma di un indefinito “Cronista”. Ricordo che in quel “corteo”, in quella lunga processione aux flambeaux, che avanzava nel silenzio di quella lontana notte di 35 anni fa, “c’ero anch’io”. E ricordo che nell’aria quasi si percepiva un non so che di indefinito, di solenne, di unico, nei volti dei tanti misterbianchesi si notava l’emozione, la commozione, l’orgoglio di partecipare ad un evento storico, irripetibile, per la città.

In quei luoghi, 300 anni fa, c’erano stati gli uomini e le donne del nostro antico casale, c’erano state le case, le strade, le piazze, le chiese della nostra “Terra”, c’era stata la vita di Monasterium Album. E mi rivedo bambino, accanto a mia zia, a camminare e a camminare, a tratti stanco ma felice, tra tanti concittadini orgogliosi di esserci e di partecipare al “corteo” sino a sfiorare perduti ricordi giovanili, nascosti tra i ruderi di Campanarazzu, sino a varcare il tempo e la storia in compagnia delle stelle, al rintocco della campana che ci guidava e ci indicava la meta, che ci ricordava che eravamo una comunità, un unico popolo, come in quella triste notte della rujna del 28 marzo 1669. Quanti ricordi, quanta emozione! E ancora oggi che, come un sogno, sono passati cinquanta’anni di vita, nostra e della nostra città, e la stanchezza si addensa nelle nostre gambe, ancora oggi siamo felici e orgogliosi di partecipare alle manifestazioni per il 350° Anniversario della distruzione dell’antico Misterbianco.

Celebrazioni che segnano l’identità della nostra comunità, che ci ricordano le nostri radici e la nostra storia, che ci indicano da dove veniamo e dove andiamo, che ci dicono che siamo ancora un unico popolo. E come per me, in quella ormai lontana notte del 1969, anche adesso, per molti giovani misterbianchesi, sono sicuro che nascerà l’amore per Misterbianco e per la sua gente.

Il Cronista
“Il Comitato comunale per il 3° Centenario della distruzione di Misterbianco nel 1669, ha programmato una serie di manifestazioni per ricordare la data del disastro. Già, da tempo, attraverso iniziative culturali, mostre, conferenze, ecc., si è intrapreso quel movimento culturale che degnamente possa farci ricordare quella data storica.
Infatti sabato 29 marzo prossimo, onde degnamente ricordare la data medesima in cui fu completamente ricoperta dalla lava l’antica Misterbianco, sarà effettuato un corteo che, partendo dalla Chiesa Madre si dirigerà verso i luoghi sacri alla memoria dei nostri antenati: Aliva ‘Mpittata, Madonna degli Ammalati, Campanarazzu. Aprirà il corteo la campana della Madonna degli Ammalati, che con il suo rintocco chiama a raccolta le genti e gli abitanti misterbianchesi a recare il loro omaggio ai luoghi che furono un tempo abitati e percorsi dagli avi. Sarà uno spettacolo da non perdere perché richiama all’attenzione dei moderni una tormentata sofferenza dei prorpi padri che vissero quei momenti così drammatici. Per ogni luogo di particolare legame alla tradizione (Aliva ‘Mpittata, Madonna degli Ammalati, Campanarazzu, ecc.), il corteo si fermerà in silenziosa preghiera, mentre personalità civili e religiose ricorderanno brevemente l’avvenimento particolare che ivi avvenne. Sarà celebrata la SS. Messa per i defunti rimasti nell’oblio, perché alcuna lapide li ricorda, per le sofferenze di coloro che vissero quei momenti particolari d’angoscia e di dolore. Così è bello ricordare coloro che ci precedettero, con l’impegno di esserne degni continuatori delle tradizioni più nobili e religiose”.

Angelo Battiato

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