«Lavoratori, non fatevi strumentalizzare»

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Lavoratori OikosA Misterbianco il dopo-discarica è ancora offuscato da problemi e tensioni sociali. Ma lo scontro non ha ragion d'essere. Il sindaco Di Guardo interviene dopo la pesante contestazione dei lavoratori della Oikos nel corso del comizio - tenuto assieme ai comitati di Misterbianco e Motta - per la chiusura della discarica: «I lavoratori dell'Oikos - scrive il primo cittadino misterbianchese - non debbono temere per la loro occupazione e non si facciano illudere e strumentalizzare da alcuno per fini diversi. La chiusura della discarica non significa l'automatica perdita del loro posto di lavoro».

«La maggior parte dei dipendenti - aggiunge - è impegnata nella raccolta dei rifiuti in molti Comuni come lo erano fino al mese scorso nel nostro, dove la ditta non ha voluto prendere parte alla gara. Il Comune farà di tutto per mantenere i livelli occupazionali, ma l'ipotetica perdita di lavoro non può rappresentare una minaccia in una battaglia per il rispetto della legalità e dell'ambiente». Il sindaco Di Guardo rivendica la linearità di una lotta che è di tutta la comunità: «Noi non demorderemo dalle nostre posizioni e dal rispetto delle leggi, perché questa giusta battaglia tutela anche la salute di coloro che vi lavorano». Anche Danilo Festa, del comitato di Motta, ha affermato che «la pesante contestazione di sabato sera è frutto di una strategia della tensione che non ci intimidisce». Si vuole che un lungo capitolo di storia malsana e fetida sia chiuso per sempre.

A Misterbianco, adesso, come in altri luoghi e momenti in Italia. Nel post-discarica, le ragioni della salute, dell'ambiente e della legalità da una parte e quelle dell'occupazione, dei posti di lavoro a rischio (a seguito della chiusura forzata di impianti) dall'altra. Avviene ora per l'Oikos, che gestiva le discariche da chiudere. Non sappiamo esattamente quanti siano i lavoratori che rischiano di perdere il posto di lavoro, a fronte dei circa 70mila abitanti del territorio da tutelare per l'oggi e il domani. Ma i problemi occupazionali rimangono. Non sappiamo nemmeno quanti dipendenti possano essere subito assorbiti ed occupati in altre attività dell'azienda Oikos. Ma si sa che la ditta dovrà presentare ed attuare in tempi brevissimi un progetto di bonifica e risanamento degli impianti incriminati e revocati dalla giustizia; ed è lavoro da fare. E si può anche cominciare a creare la filiera industriale del compostaggio e del recupero di materie prime per produrre ricchezza dai materiali post-consumo in quanto "risorse".

Le discariche possono essere riconvertite in centri capaci di dare nuova vita alle risorse che possono essere trasformate. Con la volontà politica e le capacità tecniche e progettuali. E se anche la discussa ditta Oikos, con i suoi innegabili mezzi economici, la sua lunga esperienza ed i suoi dipendenti - anch'essi "risorse" da rivalutare -scegliendo la legalità e una vera e moderna managerialità decidesse di "riconvertirsi" da subito a misura d'uomo, d'ambiente e di legge? Ci sarebbe un futuro per ditta e lavoratori. Dalla tragedia, dagli scontri e tensioni si potrebbe passare a un "patto" solidale e vincente con ben diverse prospettive per il domani, per tutti. E' utopia?

Roberto Fatuzzo
La Sicilia
29/07/2014

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