"Mobilità sostenibile", a Misterbianco un progetto per la qualità della vita

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MobilitàPriorità ai pedoni e ciclisti; e “intermodalità” con i mezzi di trasporto pubblici, da sostituire ove possibile a quelli privati. Oggi un’utopia, ma da perseguire seriamente, in un hinterland metropolitano di un milione di abitanti la cui città capoluogo nel 2017 è risultata 100^ in Italia su 104 comuni.

Con costi altissimi della congestione del traffico veicolare sul piano dell’inquinamento ambientale e acustico, del consumo di tempo, energia e risorse; un problema culturale anzitutto, ma anche socioeconomico, da affrontare con una razionale e indifferibile pianificazione di azioni e strumenti sul territorio, nell’indispensabile sinergia delle pubbliche amministrazioni e istituzioni con una “rete” di organizzazioni impegnate e la pressante partecipazione “dal basso”.

A Misterbianco, prende corpo una nuova iniziativa locale che parla di un futuro possibile, di rispetto dell’ambiente e della salute, di mobilità sostenibile, viabilità intermodale e miglioramento della qualità della vita per tutti. Nella sala Giarrizzo dello Stabilimento Monaco, presentato dall’Associazione “Attiva Misterbianco” l’affascinante tema “Mobilità ciclistica urbana a Misterbianco: Tra la cura del ferro e la dieta del traffico”, il primo Progetto integrato di attuazione della legge n.2/2018 approvata dal Parlamento nel gennaio scorso per favorire l’uso della bicicletta (anche a pedalata assistita) e le piste ciclabili e la “liberazione” di strade e piazze. Un progetto aperto, una proposta all’intera comunità, con la valida collaborazione dell’Università di Catania e di Associazioni accomunate dalla stessa visione strategica. Un convegno di alto spessore che è solo l’inizio di un percorso virtuoso, con un “parterre” di qualificati studiosi e professionisti: il docente prof. Giuseppe Inturri e la ricercatrice dott. Michela Le Pira dell’Università di Catania, l’avv. Viola Sorbello presidente di Legambiente Catania e il dott. Angelo Naso presidente di Zero Waste Sicilia Etna, l’ing. Salvatore Fiore direttore generale della Fce e l’ing. Maurizio Erbicella progettista del Prg, l’ing. Giuseppe D’Angelo di “Attiva Misterbianco” e la dott. Chiara Cantone vicepresidente della Fiab di Catania. Ottimi moderatori il dott. Giuseppe Gullotta e il dott. Santo Mancuso. Presenti in sala anche alcuni amministratori comunali.

Dopo l’approvazione della prima legge-quadro sulla mobilità ciclistica, e il paradigma della cd. “dieta del traffico” che mira all’abbattimento di almeno il 20% delle emissioni di Co2, secondo gli accordi di Parigi (tra i 17 obiettivi mondiali di “sviluppo sostenibile del pianeta”), l’Associazione illustra per ora 6 proposte concrete «per contribuire anche a Misterbianco - che rischia di “morire di traffico” - a rivedere obsoleti standard urbanistici che obbligano a dedicare ampie superfici ai posti auto, privilegiando invece servizi per bici, pedoni, trasporto pubblico. Ciò partendo dall’analisi dei dati dei flussi veicolari di un territorio oggetto di un traffico di destinazione per oltre 4.710 auto e circa 83 autobus al mese, costituendo - grazie alla sua area commerciale e all’asse dei servizi - anche un punto d’approdo e non solo di immissione del traffico nell’area metropolitana catanese».

Almeno per gli spostamenti brevi, c’è da invertire l’attuale rotta. A fronte di una mobilità orientata ai trasporti di lunga percorrenza e al traffico motorizzato, con la dipendenza da auto anche vecchie o ingombranti, viene proposto l’obiettivo della sostenibilità che vede pedoni e ciclisti al vertice della gerarchia. Scegliendo di vivere la strada come “spazio pubblico” e non per “accomodare un flusso di veicoli”; valutando gli aspetti ambientali e sociali, integrando gli spazi con zone a traffico limitato, stalli, “zone 30” a velocità ridotta, parcheggi e piste ciclabili collegate a mezzi di trasporto pubblico negli spostamenti intrazonali, promuovendo il decongestionamento del traffico per l’accessibilità dei luoghi con un impatto ambientale minimo, maggior efficienza e tutela della salute dai vari inquinanti (benzene, metano, Co2, idrogeno solforato, particolato con polveri sottili, ecc.). Bike sharing, car sharing, bus e percorsi dedicati per consentire a tutti di recarsi al lavoro o negli uffici senza esclusioni sociali (“i poveri del traffico”) e limitando consumi, disagi e perfino morti “silenti” per quell’inquinamento che pone tra l’altro l’Italia sotto infrazione dell’Europa. Questa la “mobilità sostenibile” ora prevista da leggi nazionali e regionali, e Linee guida dei Piani urbani ma ancora lontanissima dall’applicazione e dalla conoscenza di tanti. Ormai una priorità individuata da esperti e cittadini organizzati, e che deve assolutamente rientrare nell’agenda della politica nell’interesse della salute dei cittadini e dell’economia delle città.

Queste le 6 aree d’intervento individuate: col progetto “”Emas” (Educazione alla mobilità alternativa sostenibile), da 2 a 5 stazioni di bike sharing in corrispondenza delle uscite della metropolitana, più velo-stazioni su tutto il territorio comunale; Parcheggi in rete e Struttura Piano opera triennale su via Galimberti- “Giardino verticale”; Area Pedonalizzazione con due Zone a Traffico Limitato (via Gramsci e area Piazza Giovanni XXIII); Percorso Pedo-Ciclabile urbano da via Gramsci alla Milicia; Intermodalità alle uscite della metropolitana con il trasporto pubblico delle aree esterne al centro, in convenzione con la Fce, per raggiungere Auchan e l’aeroporto passando per il Centro Sicilia; Stalli riservati alle bici; inserimento della pista ciclabile esistente nel circuito nazionale di Bici Italia.

«Proposte da articolare insieme alla cittadinanza, alle realtà associative coinvolte e alle istituzioni pubbliche e amministrative; sviluppando il confronto democratico delle idee per arrivare a soluzioni concrete che migliorino la qualità della vita della comunità».

Roberto Fatuzzo
La Sicilia
18/03/2018

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