Le vere rivoluzioni nascono nei pisola

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PisolaCapita, a me sta capitando, senza averlo previsto, di trovarmi sul carro dei vincitori.

Vi assicuro che per me è una condizione inquietante, direi strana, mai provata prima.

Ed in verità vi assicuro che non ne sono particolarmente contento, anzi, mi viene voglia di scendere dal carro e andare a piedi, da solo, come sono abituato a fare, con le mie gambe da compagne, ad intraprendere sentieri sconosciuti, nuovi percorsi da esplorare.

Che voglio dire, direte?

Sto parlando di politica, di affari comuni, di avvenire, di trasformazioni sociali, di scelte collettive.

Lo so bene, sono responsabile di aver fatto nascere, insieme a pochi, sei anni fa su quei duri “pisola” della piazza, un movimento, un’idea, un progetto politico nuovo, chiaro, concreto ed innovativo.

Quel “Che fare?” di leninista memoria, a cui appartenevo e appartengo, iniziò lentamente a prendere forma di risposta, di operatività, di progetto politico, di elaborazione di una mappatura severa e scrupolosa di percorsi per la realizzazione di bisogni e necessità che attendono risposte urgenti, lineari e risolutive.

Far sì che si interrompesse quel circolo vizioso, quella circolarità illogica, che portano i sistemi del governare e del fare politica ad un’unica meta e conclusione; lasciare immutate le logiche del dominio e dei privilegi riservati per pochi.

Dalla scomodità e dalla durezza dei “pisola” iniziò a configurarsi, a delinearsi, un’idea mastra, un pensiero, una voglia collettiva, una proposta politica, che con la sua irruenza e drammaticità configurava la possibilità di poter fare, del rendere possibile, dell’organizzare una struttura di progetto politico che potesse stravolgere i sistemi di immutabilità del governare e mettere a nudo le strategie operative delle varie forme di gestione del potere Statale.

E così che i “Pisola” diventano un luogo di scambio, un crocevia, una casa di racconti personali e collettivi, un semenzaio di idee e progetti, un tavolo di studio e sperimentazione, un palcoscenico dei malesseri e delle rabbie collettive, un tascapane ricolmo di creatività ed inventiva.

Insomma, dai ”Pisola” nasce spontaneamente un pensiero in Movimento, una direzione, una svolta, una realtà politica che si riconosce ed è riconosciuta, luccicano all’orizzonte cinque grosse stelle.

Quanta gente, quanti cittadini vengono a sedersi nei “Pisola” di tutti i tipi e di tutte le estrazioni, dagli ex democristiani, agli ex comunisti, dai devoti di s. Antonio, ai musicisti, dagli ex fascisti ai bottegai, dai disoccupati agli ingegneri, dai commercialisti ai chimici, dagli esperti in comunicazione ai postini, dagli anziani ai giocatori di pallone, dalle casalinghe agli studenti, dai diguardiani disillusi ai lineroti.

Vengono in tanti, cittadini slegati e liberi dalle costrizioni dell’appartenenza partitica, uomini e donne stanchi di tacere, di stare in silenzio, di subire, e tutti hanno in comune dei “grilli per la testa”, con la voglia irrefrenabile di smetterla di credere ed iniziare a pensare.

Un pensare che si trasforma in rivoli di azioni, di gesta, di conoscenze, di informazioni di fatti ed accadimenti nella gestione delle cose pubbliche.

Il simulacro diventa simbolo, ed entra a pieno titolo nelle urne elettorali, 9453 cittadini durante le consultazioni elettorali del 2014, pari al 40% degli elettori, segna sul logo del movimento 5 stelle la sua preferenza. Un’enormità di consensi, una valanga estiva che fa sciogliere i ghiacciai dell’indifferenza e della rassegnazione. I professionisti della malapolitica, gli arcani del malgoverno e dello sperpero del denaro pubblico, i faccendieri delle masserie diroccate osservano, sminuiscono, dileggiano. In realtà temono ed hanno paura di non poter fermare la loro fine pubblica.

All’improvviso, dopo tali risultanti aumento esponenziale delle presenze di politicanti di vario rango ed appartenenza partitica, durante le assemblee, che offrono pacchetti di voto in cambio di una loro candidatura nelle lista del movimento.

La risposta del gruppo è all’unisono “ no grazie”, non si fanno accordi elettorali, nè vogliamo voti preconfezionati”. Si chiede a chi vuole esserci partecipazione e condivisione di un progetto politico, né voti né alleanze.

Passano gli anni, il movimento dei “Pisola” ha anche una sede nel centro del paese, un locale dato in comodato da un attivista, il simbolo del movimento 5 stelle Misterbianco diventa realtà politica ed istituzionale, l’unico luogo politico frequentato da liberi cittadini al di là del momento elettorale.

2016 inizio anno, durante un’assemblea pubblica del movimento si propone di presentare il simbolo per le elezioni amministrative del 2017, il gruppo indica delle priorità, elabora un progetto politico calato nella realtà del territorio, si pone degli obbiettivi, individua delle priorità per la futura amministrazione della città.

Si stabilisce nel corso dei vari momenti assembleari di dare spazio ai giovani ed alle donne, la lista è così subito fatta, selezionando tra gli attivisti quelli con competenze spendibili, con dimostrato impegno e partecipazione alla realtà sociale, politica e culturale.

Il movimento 5 stelle Misterbianco si fa espressione di un nuovo modo di fare politica che sintetizza in un concetto particolarmente innovativo: Misterbianco un comune a 5 stelle amministrato dai cittadini nei “Pisola” della Piazza del monumento.

La cittadinanza accoglie parzialmente il progetto, non riuscendo ad eleggere il Sindaco Pentastellato tuttavia portando due portavoci all’interno delle istituzioni comunali.

Da questo momento il movimento C’E: come gruppo politico dentro le istituzioni locali, come forza di opposizione, come proiezione ed espressione di un volere popolare che si pone in contrapposizione alle logiche clientelari ed affaristiche della partitocrazia ufficiale.

Con l’abbassamento delle temperature, le prime piogge autunnali, i primi addensamenti nuvolosi che preparano all’inverno “I Pisoli” restano vuoti, preferendo le comode sedie ed il riparo dal freddo nella sede politica del movimento 5 stelle Misterbianco.

Prende piede, un nuovo modo di essere Movimento, nuove figure emergenti iniziano ad imporre regole e condizioni, dettano legge, acclamano o dileggiano, sentenziano senza dibattimento.

Una ristretta oligarchia di storici attivisti e portavoci sotto le vestige di garante delle linee politiche del movimento, s’impossessano in modo sempre più esplicito del nuovo movimento, figure e protagonisti ossequiosi ed acritici delle regole imposte dai vertici regionali e nazionali.

Qualsiasi cittadino iscritto nella piattaforma Rousseau, che dimostri la sua pulizia penale e partitica, a prescindere dalla sua storia politica e dal suo impegno sociale può partecipare alla competizione elettorale ed essere eletto portavoce, scalzando nei fatti ogni potere decisionale alle assemblee pubbliche territoriali che perdono la loro sovranità elettiva.

Nonostante ciò, l’ondata grillina produce a Misterbianco nelle consultazioni regionali e nazionali un furioso e prevedibile oltrechè plebiscitario consenso elettorale, permettendo così a due cittadini attivi nel movimento 5 stelle locale di essere eletti nell’assemblea regionale Siciliana e nel parlamento Nazionale.

Questa è la storia del movimento dei Pisola nella piazza del monumento a Misterbianco che ha segnato un tratto di storia politica del nostro Comune.

Gli attuali scenari politici nazionali e locali, la formazione del nuovo governo con la lega nord, l’uscita dall’euro zone, le spese per gli armamenti ed il controllo sociale, le scelte discriminatorie verso gli immigrati, le girandole poco chiare verso le lobby bancarie e finanziarie, le inique imposizioni tributarie ai cittadini, le lotte per la liberazione dalla schiavitù dal lavoro ed altro, impongono a nostro avviso una severa analisi politica che ridefinisca con chiarezza e senza ambiguità o patteggiamenti le nuove frontiere del cambiamento o per meglio dire del rovesciamento dell’ ormai consunto ed obsoleto sistema di potere capitalistico e finanziario.

E diciamolo con chiarezza, il neo compromesso storico, o come dir si voglia contratto di governo, tra lega e movimento, ci induce ad una riflessione ed una critica.

La storia non si cambia con un segno di matita su una scheda elettorale, come alcuni facinorosi affermano in prossimità delle campagne elettorali per attirare consensi, per cambiare e trasformare una struttura di governo iniqua ed impopolare verso una nuova forma di amministrazione della cosa pubblica più giusta e solidale serve il coraggio della rivolta e dell’antagonismo.

E lasciatemelo dire in conclusione di questo mio scritto, le vere rivoluzioni, la memoria storica ce lo insegna, nascono nei pisola delle piazze, nei pisola dei teatri, nei pisola delle scuole, nei pisola delle fabbriche, nei pisola delle università, nei pisola delle nostre case.

Pasquale Musarra

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