I pericoli delle discariche per la salute confermati da uno studio scientifico della Regione Lazio

Versione stampabileVersione stampabile

Commissione Ecoreati - MisterbiancoLa gestione dei rifiuti e la vita umana. Sui possibili pericoli delle discariche per la salute di chi vive a due passi, da tempo gli allarmi delle comunità di Misterbianco e Motta Sant’Anastasia, nei confronti dei mega-impianti di Tiritì e Valanghe d'inverno.

Ora da Roma un annuncio preoccupante: «Vivere vicino a una discarica aumenta il rischio di cancro ai polmoni e malattie respiratorie». Sono i risultati di uno studio del Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale del Lazio e pubblicato sull’International Journal of Epidemiology, una delle riviste di medicina più qualificate. I responsabili di questo aumento potrebbero essere gli inquinanti atmosferici emessi dai depositi di rifiuti urbani, che i ricercatori hanno tracciato.

Il nesso diretto tra discariche e patologie non è ancora scientificamente provato con certezza, e viene conflittualmente discusso. Ma questo studio costituisce, secondo i ricercatori laziali, “una nuova scoperta”: «Abbiamo trovato – affermano gli studiosi coordinati da Francesca Mataloni - un collegamento tra l'esposizione al solfuro di idrogeno, che si usa come surrogato per gli inquinanti emessi dalle discariche, e la mortalità collegata al cancro ai polmoni; questo legame può essere spiegato dall’esposizione ai gas irritanti e ai contaminanti di tipo organico emessi dalle discariche».

Ora le preoccupazioni per una comunità di 70 mila abitanti aumentano e i Comitati No discarica intendono intraprendere ulteriori iniziative, a partire da cortei, comizi e dibattiti.

In un comunicato, i Comitati scrivono tra l’altro: «Dovrebbe essere un macigno per le coscienze di molti, sapere che il continuo prorogare quest’emergenza nasconde una probabile condanna a morte per centinaia di cittadini, e che si stanno sacrificando due comunità per salvare le apparenze di una disastrosa gestione rifiuti. Riceviamo circa un sesto dei rifiuti prodotti dalla Sicilia, e c’è anche una discarica (Tiritì) mai bonificata. Chi dovrebbe verificare che il ciclo dei rifiuti venga realizzato nel rispetto della legge non può anteporre gli interessi delle discariche private alla salute dei cittadini, non tenendo conto di questa rilevante novità. Ora saremo impegnati a divulgare il più possibile le risultanze dello studio e ci faremo promotori di pubblici dibattiti, informando la comunità e coinvolgendo i medici e le scuole del territorio, perché è diritto di ogni cittadino avere la piena consapevolezza dei rischi derivanti dalla vicinanza di una discarica così grande a un km dall’abitato. E’ una lotta per la tutela della vita. Le istituzioni, a tutti i livelli, devono assumersi le proprie responsabilità».

Danilo Festa, presidente della Commissione consiliare “Monitoraggio discarica” del Comune di Motta S.Anastasia, e tra i querelati dall’Oikos dopo la trasmissione “Le Iene”: «Non erano nostre congetture. E’ uno studio qualificato ed allarmante che alimenta i nostri dubbi e paure. Quanti studi dovranno essere ancora condotti per capire che la nostra vita è in continuo pericolo? Diversi medici sono disponibili per un incontro pubblico. Occorre reagire, non si può far finta di nulla. Continueremo a batterci per far delocalizzare e bonificare le discariche».

Il sindaco di Misterbianco Nino Di Guardo: «Una notizia inquietante che conferma le nostre preoccupazioni e la fondatezza delle nostre denunce. Ci pensi bene la nostra Regione, dal presidente Crocetta a tutte le istituzioni sanitarie e ambientali preposte».

Scheda
I ricercatori della Regione Lazio, monitorate le condizioni di salute di oltre 240 mila persone residenti in prossimità di 9 discariche laziali dal 1996 al 2008 e seguite nelle mortalità e spedalizzazioni fino al 31 dicembre 2012, hanno verificato che “vivere a meno di 5 km da una discarica aumenta il rischio di cancro ai polmoni del 34%, mentre il rischio di ricovero in ospedale per malattie respiratorie sale del 5%. Ed i più colpiti sono i bambini”.

Roberto Fatuzzo
La Sicilia
29/05/2016

tags: