"Per grazia ricevuta" l'intruglio grilloleghista si avvia a diventare Governo... parliamone!

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Governo 2018Tutto comincia con l’applauso al grillino Fico e alla berlusconiana Casellati rispettivamente nominati a presidenti di Camera e Senato. Sembra così raggiunto l’accordo M5S/Lega, se non che Di Maio impone nei confronti di Berlusconi una pregiudiziale che obbligherebbe il leghista Salvini a rompere quella coalizione che, con Forza Italia di Berlusconi e FDI della Meloni, alle elezioni del 4 Marzo aveva portato il centrodestra al 37% di voti.

Da questo primo passo, tra veti e pretese dei due aspiranti al premierato, l’aria che tira delinea già il clima dell’intrigo. Il Presidente Mattarella ritiene, pertanto, di tentare l’affidamento esplorativo prima con la neoeletta presidente di Senato Casellati e poi col neoeletto presidente della Camera Fico per trovare un punto d’incontro tra M5S,PD o LEGA, ma sia l’uno che l’altra non producono alcun esito per la formazione di governo. Al presidente della Repubblica non resta che convocare tutte le forze politiche al fine di individuare possibili convergenze per un accordo di governo. Nemmeno questo tentativo riesce a dare però i risultati sperati; anzi i capitani (Di Maio e Salvini), vincitori supposti ma non proclamabili dal voto del 4 Marzo, impongono nuove immediate elezioni.

A questo punto la palla passa a Mattarella, il quale suggerisce di appoggiare un governo a termine con incarico conferito a persona “superpartes”, da approvare in Parlamento con funzioni di esecutivo per quegli obiettivi più necessari ed urgenti al Paese e per gestire le inevitabili nuove elezioni per la fine di quest’anno. Dunque un governo di tregua, al quale giunge subito il “NO” di Di Maio e di Salvini, i quali fingendo d’aver vinto le elezioni minacciano di non votare alle Camere la fiducia ad un governo del Presidente e insistono per un immediato ritorno alle urne. Nel frattempo Berlusconi (che si era dichiarato contrario ad una alleanza di governo col M5S) medita di tirarsi indietro e dichiara che un esecutivo tra M5S e Leghisti non segnerà la fine dell’alleanza di Centrodestra. In sostanza questa dichiarazione riapre il via libera ad un possibile governo grillo-leghista, di cui il duo Di Maio/Salvini ringraziano Berlusconi per la “grazia ricevuta”.

Caduto il veto, adesso per l’intesa tra Di Maio e Salvini sarà sufficiente anche il non sostegno o la “benevola” astensione di voto da parte dei deputati di Forza Italia, per cui M5S e Lega riprendono le trattative alle quali Mattarella concede una ulteriore scadenza, anticipando agli attori del teatrino politico che la sua funzione(citando Einaudi) non sarà,però, quella di un ufficio di notariato.
Questa in sintesi la cronaca dei lunghi 73 giorni di stallo che ha impantanato le trattative per la formazione di un governo. Al momento in cui scrivo giunge notizia che già il contratto è stilato, mentre resta ancora da sciogliere il nodo della premiership ed il top-secret sui nomi. Ed intanto i comunicati stampa scrivono che sugli accordi restano ancora divergenze, per le quali al Colle i delegati M5S e Lega chiedono continui rinvii.

Tutto questo fa pensare ad un cinico bluff di convenienza che porti al voto anticipato per circostanze sospette nel frattempo intervenute, senza che i due potenziali alleati si preoccupino che i giorni passano e si avvicina la scadenza della manovra finanziaria che dovrebbe evitare gli aumenti dell’IVA. E’ evidente che il balletto di dichiarazioni, ripensamenti e scadenze rinviate sta assumendo ormai i caratteri di una goffa pantomima che mi fa pensare a ridicoli dilettanti allo sbaraglio, interessati soltanto a resuscitare parole d’ordine e promesse da campagna elettorale più che a dare soluzioni al Paese. Salvini e Di Maio sono, infatti, le due facce diversamente incarnate in uno stesso populismo per ambizione di potere (l’uno con la caccia al profugo l’altro col castello d’illusioni) e con contraddizioni falsamente conciliabili (come la flat tax dell’uno e il reddito di cittadinanza dell’altro). Certamente, senza avere una posizione univoca sull’Euro né sulla politica estera e neppure una visione lungimirante di strategia economica, piace fare politica parlando solo alla pancia dell’elettore e agendo sull’emotività di una società troppo in crisi per razionalizzare un libero voto all’eventualità di un ritorno alle urne.

Finora il M5S è stato pronto ad allearsi con chiunque per la ghiotta prospettiva del governo e si sta rivelando compatibile con quel sistema di potere che diceva di voler combattere, ed alla fine ha preferito la Lega di Salvini, però sganciato da Berlusconi. Una simulazione di facciata per celare l’incoerenza, perché se così non fosse non esisterebbe qualcosa che, a dire il vero, era già avvenuta con un “compromesso” tra Lega,M5S ed il capo di Forza Italia al primo accordo per l’elezione della fedelissima berlusconiana Casellati a Presidente del Senato, come anche per le nomine dei Questori camerali che sono stati ripartiti tra Forza Italia, Lega e M5S, con la sola esclusione del PD. Un compromesso che ha consentito anche al grillino Fico la nomina alla Presidenza della Camera, ma che se fosse avvenuto nell’opposta sponda il capofila Di Maio avrebbe gridato all’inciucio.

Sulle vicende che si sono succedute resto, dunque, coerente con quanto ho esposto giorni addietro su questo sito, di cui a piè di pagina trascrivo il link di riferimento. Non mi convince, infatti, il prodotto dei capifila grillini che, ostentando una candida diversità dagli altri e con la pretesa di ergersi a unti del Signore, vogliono convertire la Lega alla “santa alleanza”. Adesso la celebrazione dei programmi grillo-leghisti si eviti di inventarla con i voti nei gazebi della Lega oppure online nella piattaforma Rousseau della Casaleggio Associati (M5S). In ogni caso valgono assai di più le croci disegnate a matita nelle cabine istituzionali.

Capisco che la legge elettorale per formare un governo consente anche il compromesso con altre forze, ma quando al comando del potere si fondono insieme “due populismi” le cose si complicano per la democrazia. Coalizioni,alleanze o gli accordi sui programmi si fanno prima delle elezioni alle quali il voto libero degli elettori potrà dare (o non dare) la condivisione. Farli dopo gli esiti del voto, per di più con Movimenti o Partiti assai distanti per racimolare un papocchio di governo, si chiama “intruglio o inciucio” di una democrazia dei miserabili. In tal caso un governo di supposti vincitori (come quello grillo-leghista ciascuno non legittimato dal quorum richiesto) non esprimerebbe la maggioranza degli italiani e risulterebbe litigioso in un Parlamento corruttibile nel quale ogni deputato rappresenta ormai soltanto se stesso.

Al sopramenzionato link mi si poneva in replica da parte del lettore quale fosse dunque il rimedio più agibile. La mia risposta sta nei due link(*) sotto riportati, nei quali avevo steso la mia convinzione che la soluzione più incisiva e proficua fosse quella di trasformare il successo del voto di protesta in “vera opposizione sociale”, il solo atto rivoluzionario che può cambiare il Sistema quando i propositi di Libertà e Democrazia trovano ancora incompatibilità nel nostro Paese. Sono, infatti, partigiano delle mie idee e non ho trovato sulla scheda elettorale del 4 Marzo una forza politica da cui sentirmi rappresentato in Parlamento, ma ho comunque esultato per l’esito pentastellato nel quale si è configurata (anche se incautamente) la protesta popolare del Paese. Una protesta che ora viene tradita dall’incoerenza dei capifila grillini che andranno ad accomodarsi negli scanni del Potere, compiacenti di adeguarsi agli inciuci del Sistema. Sembrerebbe da ingenui che l’elettorato grillino possa affidarsi a personaggi leghisti, alleati ed ispiratori di governi che da più di 20 anni non hanno saputo approfondire mai una seria analisi sociale. E se oggi entrano nel Governo, non daranno soluzione alla crisi del Paese, ma saranno sirene illusive incapaci di scrivere la storia che vogliono fare, trasformandola in una riedizione di moderno populismo indifferente verso le grandi motivazioni politiche sotto gli occhi di un elettorato distratto.

Vorrei, infine, esprimere la mia indignazione che ad un Berlusconi, con sentenza di condanna definitiva per frode fiscale, non sia stato impedito alle elezioni del 4 Marzo che il simbolo di Forza Italia portasse scritto “Berlusconi presidente”. Addirittura gli si è permesso di presentarsi anche al Quirinale per le consultazioni con il Presidente Mattarella. E poichè viviamo in un Paese di multiforme ingegno, dove per i potenti vigono leggi “ad persona”, ora giunge notizia che gli sono stati riabilitati gli effetti di ineleggibilità e di interdizione, per cui se prevalesse il ritorno al voto anticipato gli sarà possibile candidarsi per la premiership. In tal caso è abominevole che possa ancora determinare intese di governo in quest’Italia di piccoli leaders.

Enzo Arena
17 Maggio 2018

(*)

http://www.misterbianco.com/vogliono-intrugliare-il-peggio-e-lo-chiamano-governo

http://www.misterbianco.com/sognocrazia-che-diventa-azione-unalternativa-al-qualunquismo-elettorale-del-4-marzo

 

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Commenti

Caro amico mio ho

Caro amico mio,

ho attentamente letto ciò che hai scritto e, per certi versi, siamo di fronte ad una analisi lucida e per certi versi condivisibile. Da parte tua si critica il movimento, trasversale, grillino che è costretto a fare l'accordo con la Lega. Cosa si doveva fare secondo te? La rivoluzione armata? Siamo in democrazia e ragionare in modo anacronistico non mi trova in sintonia. Di Maio e tutto il movimento si sta muovendo in modo razionale e coerente con quello che aveva detto prima delle votazioni. Ho letto il contratto, che fino a questo momento pare che regga, e mi è parso per il 90% coerente con quello che erano i 20 punti del programma dei 5S.

La lega ha inserito solo il problema della Flat - Tax e il regolamento perché si possono accogliere solo gli stranieri che provengono da territori in guerra. Dove sta tutto questo scandalo? Io personalmente sono in piena sintonia perché questo governo prenda vita e sarei dell'idea che a condurlo fosse Di Maio perché capo del movimento con la percentuale più alta. Non so se questo governo partirà dopo le minacce di Berlusconi... staremo a vedere... le condizioni al contorno variano in tempi sempre più brevi. E poi... lasciamelo dire: Ma quanta critica, quanta iattura, quanta malafede da parte della stampa e TV asservita al potere. Solo per questo motivo dovesti essere daccordo al novello governo, significa che molti ladri e fanfaroni si stanno vedendo la terra mancare sotti i loro deretani.

Enzo Messina

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