
Prima tappa: una caustica riflessione sulla sicilianità con
Andrea Camilleri.
Seconda tappa: un’innovativa incursione nella tradizione isolana delle fiabe popolari. Sono i due appuntamenti che il Teatro Stabile di Catania programma per la Settimana della Cultura, con il patrocinio della Regione Siciliana–Assessorato ai Beni Culturali, Ambientali e Pubblica Istruzione.
Lunedì 19 aprile al Palazzo della Cultura, in collaborazione con il Comune di Catania-Assessorato alla Cultura, avrà luogo alle 18,30 il collegamento video con il Teatro Valle di Roma per assistere in diretta a
“Conversazioni siciliane” con
Andrea Camilleri e Gaetano Savatteri. Andrea Camilleri sceglie lo scrittore e giornalista di Racalmuto, a lui affine per temperamento ed eredità culturale, per dare vita a una serrata e divertita conversazione sul topos della sicilianità, nella sua forte, identitaria valenza culturale.
Il pomeriggio culturale s’inserisce infatti nell’ambito dell’omaggio che il Teatro Valle tributa in questa settimane al cantore della sicilianità per eccellenza, autore di tanti e importanti romanzi nati dai suoi personali studi sulla storia della Sicilia e traslati da una lingua che è reinvenzione del dialetto e recupero di parole contadine.
All’incontro parteciperà anche Giuseppe Dipasquale, direttore dello Stabile etneo, legato a Camilleri da un lungo sodalizio artistico. Per l’occasione, il palcoscenico romano mette infatti in scena “Il birraio di Preston”, migliore “novità teatrale” all’ultima edizione del Premi Eti, dal romanzo omonimo adattato dall’autore insieme a Giuseppe Dipasquale, che cura anche la regia. Interpreti principali Pino Micol, Giulio Brogi, Mariella Lo Giudice, Gian Paolo Poddighe.
Alla programmazione dello spettacolo si sono aggiunte altre due iniziative: “Camilleriana”, una serata evento interamente “dedicata” all’autore attraverso un’ampia cavalcata nella sua vasta produzione, e appunto la brillante conversazione siciliana che verrà proposta in collegamento anche al pubblico catanese.
Sempre nell’ambito della “Settimana della Cultura”, il Teatro Stabile di Catania si rivolge al pubblico studentesco con una proposta che affonda nella tradizione popolare. Giovedì 22 aprile alle ore 10, al Teatro Musco, lo Stabile ripropone per le scuole medie superiori il fortunato ciclo “Cunta ca ti cuntu”, che porta in scena fiabe, miti e leggende del popolo siciliano. I testi scelti sono “La pinna di hu” (L'osso che canta) e “Colapisci” (Colapesce).
Si tratta di racconti dalle radici antichissime, ancestrali, profonde; favole da riscoprire, comprendere, metabolizzare. “La pinna di hu” è la triste vicenda di un fratello che per gelosia uccide la sorellina, “Colapisci” rievoca la leggenda dell’uomo anfibio che si sacrifica per salvare la Trinacria. La realizzazione scenica è affidata a nomi di spicco. Adattamenti e regia sono di Ezio Donato, uomo di teatro e docente universitario di Pedagogia, che mette qui a frutto un’accurata ricerca dedicata alla letteratura favolistica e sfociata in efficaci riduzioni teatrali. I movimenti coreografici sono di Donatella Capraro, le musiche di Carlo Insolia, i costumi di Giuseppe Andolfo. Interpreti Ileana Rigano, lo stesso Donato e gli allievi della Scuola d'arte drammatica dello Stabile, intitolata a Umberto Spadaro.